Visita speleologica#2
Varcata la soglia della galleria di controscarpa del FMA, un cancello in ferro arrugginito, si percorre il corridoio delle celle sotterranee tra rifiuti di vario genere.
Alla fine del corridoio c’è una porta che non appartiene alle architetture del forte, è un’entrata costruita successivamente ad un’occupazione, le celle sono occupate da quel che rimane di un accampamento.
Occorre tornare al cancello arruginito per capire dov’è l’accesso al resto della galleria, da fuori non è visibile nulla di penetrabile, solo rientrando per la seconda volta nel cancello, con Lorenzo ci accorgiamo che sulla sinistra c’è una montagna di terra e di rifiuti ingombranti. Una volta creato il varco, l’ingresso diventa accessibile, anche se con qualche difficoltà riusciamo a percorrere il lato occluso della galleria fino ad arrivare alla scalinata. Gli ultimi gradini sono ricoperti da cassetti arruginiti, tutti classificati da una targhetta con un codice, forse componevano un’archivio. Alla fine della gradinata un altro cancello blindato non ci permette di proseguire.
La galleria di controscarpa è isolata da piazza d’armi e dal resto della struttura.
Costeggiando le mura del fossato si raggiunge un’altro accesso, il passaggio alla mezza caponiera sinistra. Il corridoio è occupato da lunghissimi finestroni accatastati l’uno di fianco all’altro. Oltre il corridoio, sulla sinistra, è possibile scorgere l’uscita che affaccia sul cortile interno, mentre al suo fianco si accede ad un magazzino improvvisato che accoglie scaffali e mobili che contengono documenti e libretti d’istruzione risalenti circa alla fine degli anni ’50, alcuni riguardano una cassaforte.
Risalendo alla luce c’è il parco, frequentato quotidianamente da persone del quartiere e dai loro cani. A queste persone viene posta una domanda volta a stimolare la loro immaginazione riguardo al territorio che abitualmente percorrono.
Ma nessuno finora ha saputo rispondere correttamente:
Cosa c’è dentro il forte monte antenne?
